sabato 12 novembre 2016

Un cadeau pour mon anniversaire!


11 November, un jour d'été en automne




          Le dernieres roses ont défiè et bravé le froid de l'automne...


domenica 6 novembre 2016


"Piper", il nuovo corto Pixar per andare oltre l'oceano di paure

   




"Piper", proiettato alla prima del film "Alla ricerca di Dory", ha un messaggio magico che arriva forte e chiaro in tutta la sua potenza: combattere contro le proprie paure, per superarle. La storia del piccolo piovanello è in grado di emozionare grandi e bambini, senza alcun dialogo.
Il corto è stato diretto da Alan Barillaro. Le musiche di Adrian Belew sono magicamente reali!

Nel video di circa sei minuti il protagonista è un piccolo piovanello costretto dalla mamma ad affrontare le prime difficoltà della vita. Con tenera apprensività la mamma, una mattina decide che è ora per il suo Piper di conoscere l'oceano e di imparare a pescare.

Altrettanta è la tenerezza della riluttanza del giovane piovanello alla vista della sua mamma che sbeccheggia in riva al mare una piccola e succulenta vongola: si pulisce il faccino ancora intorpidito, saltella esultante per la pesca della mamma e con istintiva naturalezza apre il suo beccuccio, chiude gli occhietti con faccia al cielo e attende che la sua mamma torni nel suo nido per sfamarlo come ha sempre fatto. Ma la mamma si fa attendere e continua a invitarlo a volare nella riva. Un pò per la fame e un pò per l'euforia della curiosità, il piccolo Piper decide di raggiungere la sua mamma: sbatte gli occhietti per rassicursi, e nonostante un piccolo ruzzolone iniziale, scrollatosi la sabbia di dosso riparte e con un volo a bassa quota arriva in riva dell'oceano, dove fa il suo trionfale ingresso tra tutti i piovanelli che banchettano tra le onde la loro prima colazione.
Giunto alle zampette della mamma con tenerezza chiude di nuovo gli occhietti al cielo e apre il suo beccuccio affamato. Questa volta, però, non gli resta che il guscio! La mamma ha mangiato la sua vongola e con uno sguardo fiero lo becchetta incoraggiandolo a pescarsi da solo una sua vongola per mangiarla. Piper punta i piedi, saltella, si distrae a giocare con le bolle d'acqua, dimentica la fame e le paure e viene travolto da una gigantesca onda che lo riduce in un cumulo di piume e acqua!
Al sicuro nel suo nido sembra aver gettato la spugna, non vuole più sentire neppure il rumore delle onde, ma la fame vince la paura e con sguardo fiero decide di riprovarci!
Salta su una roccia, e dopo aver scrutato l'orizzonte vede dulla riva una vongola che spunta dalla sabbia e zum corre a prenderla, ma anche l'onda ha deciso di arrivare e nel faccia a faccia, il piccolo Piper per la paura si tuffa in un cumulo di alghette. Proprio da la, però, fa il suo ingresso in scena una famiglia di pagurini che distrae le paure del giocane piovanello. Il piccolo paguro insime alla sua famiglia si dirige in riva all'oceano a pesca di vongole e il nostro Piper segue tutta la vicenda! Preso da coraggio si avvicina al suo nuovo piccolo amico, ma a un certo punto si accorge che tutta la famiglia di paguri e pure il piccoletto hanno cominciato velocemente a interrarsi sotto la sabbia: un'onda grande sta per arrivare.
Preso dalla paura, dall'ansia, dal panico, non scappa e come a copiare i paguri decide di interrare il suo beccuccio nella sabbia e così fa!
L'onda lo tavolge, ma sottacqua, quando sembra che tutto sia perduto, ci pensa il suo amico pagurino. Con un toc toc sul beccuccio del nostro Piper ormai arreso, attirata la sua attenzione, ad un cenno d'occhi lo invita a guardare cosa accade sotto le onde. Tutte le vongole vengono fuori dalla sabbia senza paura! Le sue vongole sono la, sotto le onde!
Euforico per la scoperta, per la sua paura vinta, il nostro Piper non riesce a smettere di volare e saltare qua e la sotto lo sguardo fiero della mamma. 
Ha imparato a non aver paura delle onde, ha imparato a pescare e lo fa per tutti. Perchè guardando sotto alle onde, le sue vongole sono più facili da pescare.
E alla fine della giornata, il nostro Piper stanco può tornare nel suo nido a dormire felice  e soddisfatto con la sua mamma e con le sue adorate vongole!


lunedì 1 agosto 2016

Il "pomodore"

Il "pomodore"
di Maria Francesca Cadeddu


Eravate fiori magrolini e
 gialli luminosi,
 appollaiati
 tra le spire dei verdi rami 
che vi hanno fioriti,
 ingrassati,
e colorati.

Siete divenuti pomi dai riflessi d'oro.
E ora le nostre mani,
che a lungo vi hanno contemplato,
riempite 
di un odore penetrante,
un "pomodore"
 che dal picciolo arriva sino al naso
e che sa di buono.

domenica 31 luglio 2016

La coniugazione del verbo fraternità

La coniugazione del verbo fraternità
di Maria Francesca Cadeddu

Io sei tu
Tu sono io
Egli siete voi
Noi sono essi
Voi siamo noi
Essi sono io

Perchè,
io siamo noi,
perchè,
io sono loro.

sabato 30 luglio 2016

Il viaggio della goccia di pioggia

Il viaggio della goccia di pioggia 
di Maria Francesca Cadeddu




Si genera alta e scroscia in moto costante
una goccia di pioggia,
e cade sul vetro della finestra,
ciondolando in una allegra discesa
tra le altre gocce ciondolanti
e tra gli aloni ormai opachi,
segni d'anime d'acqua, sue sorelle.

Non ha paura della caduta
la goccia di pioggia.
Non sceglie dove andare, vive e si lascia vivere.
E scende costante senza troppo accelerare,
allegra del fatto che
alla fine di quel vetro,
alla fine del suo viaggio,
la sua anima d'acqua
avrà lasciato una traccia di vita,
un alone opaco, unico,
che nessuna altra goccia nella sua discesa
potrà mai ridisegnare.




mercoledì 27 luglio 2016

ATTESA di Raymond Carver da Blu Oltremare (1986)


Esci dalla statale a sinistra e
scendi giù dal colle. Arrivato
in fondo, gira ancora a sinistra.
Continua sempre a sinistra. La strada
arriva a un bivio. Ancora a sinistra.
C’è un torrente, sulla sinistra.
Prosegui. Poco prima
della fine della strada incroci
un’altra strada. Prendi quella
e nessun’altra. Altrimenti
ti rovinerai la vita
per sempre. C’è una casa di tronchi
con il tetto di tavole, a sinistra.
Non è quella che cerchi. È quella
appresso, subito dopo
una salita. La casa
dove gli alberi sono carichi
di frutta. Dove flox, forsizia e calendula
crescono rigogliose. È quella
la casa dove, in piedi sulla soglia,
c’è una donna
con il sole nei capelli. Quella
che è rimasta in attesa
fino a ora.
La donna che ti ama.
L’unica che può dirti:
“Come mai ci hai messo tanto?”

martedì 26 luglio 2016


Alda Merini

Mi piace il verbo sentire...
Sentire il rumore del mare, sentirne l’odore. 
Sentire il suono della pioggia che ti bagna le labbra, sentire una penna che traccia sentimenti su un foglio bianco. 
Sentire l’odore di chi ami, sentirne la voce e sentirlo col cuore. 
Sentire è il verbo delle emozioni, ci si sdraia sulla schiena del mondo e si sente…