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(Foto di Edouard Boubat - 1923-1999)

Molte volte ho parlato con il mare di Maria Francesca Cadeddu

Molte volte ho parlato con il mare, e molte volte ho sentito il suono di lui nelle conchiglie.  Forse era solo l'aria, o forse no.
A lui ho raccontato tutta la mia vita e, quando ero profondamente triste,  a lui ho chiesto di sommergermi con acqua e con sale, perchè mi svuotasse tutta dei brutti ricordi, che mi abitavano.
 Il mare esaudì, col tempo, la mia preghiera, e il maestrale, vigoroso e fresco, ricondusse a me,  nuovamente, i miei sogni. Loro mi hanno dato te.

Sottosopra

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   Sottosopra  di Maria Francesca Cadeddu  E sono sotto e sono sopra,  nella posa immobile  che il mondo insegue, capovolta, a mia volta, perchè c'era una volta un mondo, tondo, che abbiamo chiamato terra,  piatta, per meglio calpestarlo.

Sei come la Nike

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MARIA PAWLIKOWSKA Sei come la Nike di Samotracia a Parigi o insonne amore: anche ferito, con lo stesso ardore tendi le braccia mutilate e voli.
(da Baci, 1926 - Traduzione di Marina Marsano Bergey) 

La poetessa polacca Maria Pawlikowska (1894-1945) canta l’amore insonne che non si rassegna alla fine, al diniego, che resiste ai colpi di vento che il destino gli ha inferto e continua a vivere, per quanto sia mutilato e ferito, come la Nike di Samotracia, celebre statua greca dei primi decenni del II secolo avanti Cristo (200-180 a.C.), conservata al Louvre: senza braccia, senza testa, eppure ancora così bella da togliere il fiato con il suo panneggio "bagnato dal vento", con l’ala superstite, con la sensazione di movimento eternato in un momento,  che l'artista – forse Pitocrito - seppe conferirle.
Oggi la Nike fa bella mostra di sé al Louvre, dove giunse dopo essere stata ritrovata su un’isola dell’Egeo, Samotracia appunto, nel 1863. L’opera rappresentava forse…
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U2 - Joshua Tree Paris, 25 July 2017 It was a beautiful day! Don't let it get away ...
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A head full of dreams Coldplay - Paris, 18 July 2017

Never give up!




Una delle mie poesie preferite

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Quando tu mi hai scelto (da “La voce a te dovuta” – Pedro Salinas) Quando tu mi hai scelto - fu l’amore che scelse –
sono emerso dal grande anonimato
di tutti, del nulla.
Sino allora
mai ero stato più alto
delle vette del mondo.
Non ero mai sceso più sotto
delle profondità
massime segnalate
sulle carte di mare.
E la mia allegria era
triste, come lo sono
quei piccoli orologi,
senza braccio cui cingersi,
senza carica, fermi.
Ma quando mi hai detto : “Tu”
- a me, sì, a me, fra tutti –
più in alto ormai di stelle
o coralli sono stato.
E la mia gioia
ha preso a girare, avvinta
al tuo essere, nel tuo pulsare.
Possesso di me tu mi davi,
dandoti a me.
Ho vissuto, vivo. Fino a quando?
So che tu tornerai
indietro. E quando te ne andrai
ritornerò a quel sordo
mondo, indistinto,
del grammo, della goccia,
nell’acqua, nel peso.
Sarò uno dei tanti
quando non ti avrò più.
E perderò il mio nome,
i miei anni, i miei tratti,
tutto perduto in me, di me.
Ritornato all’ossario immenso
di quelli che non sono morti
e non hanno più nulla
da morire n…

Maturità classica 2017